CAPPELLA DEI PRINCIPI FILANGIERI DI NAPOLI

Parrochia cesare filangieri vista dall'interno

Verso la prima metà del XVI secolo, l’antico Casale di Massa estendeva i suoi limiti territoriali, amministrativi e religiosi anche all’antico borgo rurale de La Cerqua.
Verso la fine del secolo, in conseguenza al trasferimento di alcune famiglie del miglior patriziato napoletano, il piccolo borgo si arricchì di vasti e complessi casini di campagna, intorno ai quali avremmo trovato ampi giardini, orti e arboreti; immancabile lacappella votiva,fondamentale per i bisogni spirituali del patronato.

Il nucleo principale della futura realtà cercolese si articolò intorno ad una sconnessa ed antica strada che conduceva al territorio di Ottajano. Proprio sul ciglio di quella strada, nella giurisdizione del casale di Massa, e poco oltre i limiti del Casale regio di Ponticelli Major, c’era allora una grossa quercia – dal latino quercus-us – dalla quale prese il nome la città di Cercola e nei cui pressi più immediati era sorta una rustica taverna, la cosiddetta “Taberna de La Cerqua”. Verosimilmente, la taverna era incorporata in un antico e maestoso casino che, dopo aver visto numerosi proprietari passò, nel 1732, nelle mani dell’illustre principe Giovan Gaetano Filangieri. Con l’avvento dei principi Filangieri, l’edificio si trasformò in un vero e proprio Palazzo nobiliare presso il quale, l’intera famiglia, era solita trascorrervi le estati lontana dalle fatiche e dagli impegni di corte.

Tra le camere di quel Palazzo, adesso sotto il controllo politico-amministrativo del Casale di San Sebastiano, nacque, nel 1753, dal principe Cesare Filangieri e dalla principessa donna Marianna di Montalto, il grande filosofo e giurista Gaetano Filangieri che, secondo gli atti custoditi presso il Santuario di San Sebastiano martire, venne battezzato nella cappella privata del Palazzo, e dunque, presso l’attuale parrocchia “Immacolata e Sant’Antonio”. Quest’ultima, infatti, è l’unica porzione di edificio ancora esistente: il palazzo, intorno agli anni ‘80 del secolo scorso è stato abbattuto e al suo posto, oggi, ne sorge un altro più moderno.

La parrocchia, ex cappella dei Principi Filangieri, chiesa-museo di nobili e fedeli, conserva inalterato il suo patrimonio storico-artistico: l’altare maggiore in marmo policromo (1782), l’antica epigrafe latina che cita le origini di Cercola (1775), la pregiata statua in legno dell’Immacolata Concezione (XVII sec.) ed anche numerose tele seicentesche, tra le quali spicca, maestosa, quella di San Francesco da Paola, forse dono del Re di Napoli Ferdinando IV, un tempo collocata sul sepolcro del Principe Cesare Filangieri.
Immutata, nel tempo, anche la cripta funeraria, luogo di sepoltura di principi e fedeli, ancora oggetto di studi e interessanti scoperte.

La Parrocchia Immacolata e Sant’Antonio è aperta al culto tutti i giorni e per tutto l’anno.
Nel 2019 è stata una delle protagoniste della XXV edizione del Maggio dei Monumenti e delle Giornate Europee del Patrimonio!
È possibile visitare la chiesa superiore e la cripta funeraria su prenotazione.
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Approfondimenti

Per approfondire la storia della famiglia Filangieri, di Cercola e del suo antico passato, consigliamo la lettura di:

  • Piccolo G., Cappella Filangieri. Indagini sulla parrocchia Immacolata e Sant’Antonio – Cercola, Ies Edizioni, Cercola 2019
  • Mancini G., La Taverna della Cerqua. Viaggio lungo quattro secoli nella storia di Cercola, Il quartiere edizioni, Napoli 2011.